Beatrice Zuin
in
POKET JULIET
di Renzo Segala
Ebbene sì, ecco la tragedia di Giulietta e Romeo in versione tascabile, condensata nella rievocazione e nelle riflessioni odierne di una Giulietta Capuleti rediviva e singolare, disincantata adolescente fanciulla, sempiterna statua-icona, che racconta la storia d’amore più famosa del mondo dal suo punto di vista interagendo con i vari personaggi nella forma di grotteschi pupazzi animati, che dialogano con lei in maniera del tutto comica e surreale. Una narrazione serrata, che prende spunto dalla tradizionale vicenda spiccando via via leggeri voli iperbolici che vivisezionano e riscrivono la tessitura Shakespeariana in un linguaggio attuale, che si dipana alternando toni futuristi, fumettisti, ironici, drammatici, gergali, iconoclasti.
Accanto a Giulietta ruotano in scena la madre, distratta e borghese, il padre, burbero e autoritario, la saggia Mamie, una nurse di colore dal cuore blues, frate Lorenzo, che più di un consigliere spirituale assume le sembianze del businessman di provincia, e il vacuo principe di Verona, autorità non autorevole che si esprime in un manieristico politichese vago e inespressivo.
Attraverso fantasiose invenzioni sceniche, lazzi, colpi di scena si rilegge la celeberrima vicenda degli amanti di Verona attualizzandola satiricamente.